Arte, educazione e rispetto per il cliente non vanno a braccetto.
Sono passato ieri, domenica, nel primo pomeriggio. Arrivato davanti alla vetrina, il ragazzo che si trovava all’interno del negozio, non so se fosse un commesso o il proprietario, è uscito, ha chiuso la porta alle sue spalle e se n’è andato, lasciandomi lì davanti senza un saluto, senza uno sguardo e senza la minima attenzione. Un atteggiamento di una maleducazione disarmante, soprattutto per chi dovrebbe accogliere e invogliare i clienti, non ignorarli.
Convinto che sarebbe rientrato a breve, ho preso il cellulare per inviare una foto a una persona appassionata di Batman, con l’unico scopo di decidere un eventuale acquisto. A quel punto lo stesso ragazzo è tornato indietro e, vedendomi con il telefono in mano, ha esclamato in modo brusco e arrogante: “È vietato fare foto”, senza spiegazioni, senza cortesia e senza alcun rispetto.
Ho immediatamente evitato di scattare la foto, ma l’esperienza era ormai compromessa. Indispettito da un comportamento così sgarbato e ingiustificato, me ne sono andato. È un vero peccato, perché avrei certamente acquistato qualcosa. Evidentemente, però, chi gestisce questo negozio non è interessato a vendere, ma solo a dimostrare arroganza e totale disprezzo per il cliente.
Resta infine una domanda legittima: se le stesse opere sono liberamente reperibili su internet, fotografate in ogni dettaglio e scaricabili senza alcuna limitazione, quale sarebbe il senso di vietare una semplice foto dalla vetrina? Al di là di qualsiasi regola, ciò che colpisce è la totale mancanza di professionalità, educazione e intelligenza commerciale. Un comportamento del genere non solo non invoglia all’acquisto, ma spinge chiunque abbia un minimo di dignità a voltarsi e andarsene.






