Desidero condividere la mia esperienza…
Desidero condividere la mia esperienza con Pampers, non per polemica, ma perché credo sia giusto che altre mamme e famiglie sappiano come possono essere trattati anche i clienti più fedeli.
Ho sempre acquistato Pampers, fidandomi della qualità e della serietà del marchio. A luglio, però, mi è capitato un lotto difettoso di Pampers Baby Dry taglia 4, pagato circa 60 euro, che dopo pochissimo tempo di utilizzo si aprivano e si sfaldavano, perdendo granellini trasparenti che si spargevano per casa.
In più di un’occasione, mia figlia ha rischiato di ingerirli, non rendendomene conto subito.
A causa di questo disagio, mi sono ritrovata a dover cambiare anche 15-20 pannolini al giorno, con tutto lo stress e la preoccupazione che questo comporta per una mamma.
Ho segnalato subito il problema, inviato foto, email, fatto numerose chiamate, e ho anche consegnato i pannolini difettosi per farli analizzare.
Dopo quasi tre mesi di attesa, l’unica risposta è stata un “rimborso” di quattro buoni da 3 euro.
Non solo trovo questa “soluzione” inaccettabile, ma anche profondamente deludente per il modo in cui l’intera vicenda è stata gestita.
In tutto questo tempo, non mi sono mai sentita ascoltata, compresa o rispettata come mamma e come cliente.
Mi sono sentita trattata come un numero, come un fastidio da archiviare, non come una persona che ha semplicemente chiesto ciò che le spettava: un prodotto integro o un rimborso equo.
Io ci tengo che la mia esperienza venga diffusa, perché nessuna mamma dovrebbe sentirsi trattata così.
Dietro ogni segnalazione c’è una persona, una famiglia, un bambino.
E invece, quello che ho percepito da Pampers è stata una totale mancanza di umanità — come se contassero solo i soldi, come se il cliente non avesse valore.
È questo che mi ha ferita più del difetto in sé.
Perché un’azienda può sbagliare, ma è nel modo in cui gestisce gli errori che dimostra di avere o meno rispetto per chi la sostiene.
Io, oggi, sto usando un altro marchio con cui mi trovo bene e che, almeno, mi fa sentire considerata.
Mi dispiace dirlo, ma Pampers ha perso una cliente, non per i pannolini, ma per l’indifferenza.
E continuerò a raccontare la mia esperienza, perché chi sceglie un prodotto per il proprio bambino merita trasparenza, rispetto e umanità — cose che, purtroppo, in questa vicenda non ho trovato.
1. Juli 2025
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